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Il blog dei sogni

Crociera velica in Grecia (ottobre 2021)

di Santina Bruni

Partecipanti: Luciano (armatore), Marzio (comandante) Alberto (vicecomandante) Paolo (assistente alle manovre) e le “contrammiraglie” Patrizia e Santina.

Per “motivi letterari” la premessa posticipa l’inizio della crociera.

Premessa

Sono le 6:15 di Martedì 12 Ottobre 2021. L’orologio della Chiesa dell’isola di Idra ha lanciato i suoi rintocchi. E’ ancora buio. I rumori sinistri provocati dalla buriana crescente (e dire che i famosi venti dovevano spirare nelle Cicladi e non nel Saronico!) non fanno presagire nulla di buono!
In effetti possiamo dire che il Tempo non ci ha fatto gli onori di casa al nostro arrivo ad Atene! Venerdi sera, 8 Ottobre 2021, appena arrivati all’Aeroporto Venizelou siamo stati accolti da una pioggerellina, decisamente freddina. Per la prima volta ho dovuto indossare il piumino, mentre ad Agropoli ero ancora in t-shirt! E sono morta ancor più di freddo con i finestrini aperti del taxi (“puzzolente” di fumo) che ci ha portati per circa 40km dall’Aeroporto all’Albergo Tropical, zona Paleo Faliro, vicino al porto di Alimos.

Sabato 9 Ottobre / Atene Kolonaki e Alimos

Grazie a una virata meteo a 180 ° abbiamo rischiato un’insolazione, pranzando greco sotto il sole di Kolonaki, da “Filios”. La felicità di essere in Grecia mi rende euforica. Vorrei ripercorrere tutte le strade che facevano parte della mia quotidianità 20 anni fa. Avrei voluto vedere e far vedere ai compagni di crociera il cambio della Guardia, che per me è la summa della grecità. Ma eravamo a corto di tempo…quindi visita rinviata!
Ritorniamo ad Alimos, per imbarcarci sul catamarano “Katalina”. A vederlo da terra, il Lagoon 40, che ci avrebbe ospitati per una settimana, sembrava perfetto! Ampia zona conviviale, (anche se pensavamo di sfruttarla poco, vista la speranza di goderci la Grecia della terraferma: bagni, taverne, passeggiate). Stoviglie, suppellettili eleganti, tutte ispirate al colore del mare. Ma, se l’occhio vuole la sua parte, anche il resto è importante! L’entusiasmo iniziale scema nel visitare la zona notte: le due cabine di poppa sono dei loculi dove in due non si può convivere, si devono fare i turni per passare, nella nostra cabina non ci sono armadi(etti), bagni strettissimi, scomodi, etc etc.
Sabato non riusciamo a partire per Aegina, la prima delle isole del Golfo del Saronico, tra spesa e attesa del delivery in barca fino alle 19. Nel frattempo il maltempo (lampi minacciosi in lontananza) rifà capolino e si rinvia quindi all’indomani mattina la decisione se fermarsi a Aegina o puntare dritto su Hydra.

Antica Città di Pompei

Domenica 10 Ottobre / Isola di Hydra (1°giorno di navigazione)

Partiamo la mattina alle 9.00 e la meta, dopo un’attenta valutazione delle condimeteo da parte di Marzio e Alberto, nocchieri in prima e in seconda, è Hydra. Lo stimato è di 6/7 ore di navigazione. Ma sulla rotta prescelta si profilano nuvole nere all’orizzonte. Un primo groppo viene aggirato ma altri si formano minacciosi… e pensare che girando lo sguardo a est dalle parti di Capo Sounio e Kea, la prima delle Isole Cicladi, che sfilano sulla nostra sinistra, si vede il cielo azzurro e… il sole!!

Antica Città di Pompei

All’altezza dell’isola di Aegina, i timori per un cattivo tempo compagno di viaggio non sono più solo timori ma diventano realtà. La temuta “buriana” arriva e rende la nostra navigazione alquanto tormentata. Rischio di vincere la “coppa rimet” a causa degli scarti in cui il nostro focoso destriero “Catalina” si esibisce saltando sulle onde consistenti che in menchenonsidica si vanno formando.
Ma ecco Hydra, con il suo porto dove tutto è ridente, calmo e tranquillo. Ci auguriamo di poter ormeggiare lungo la banchina principale, dove stazionano due asinelli, addobbati, fermi in paziente attesa dei turisti. Ma il giro di perlustrazione non dà esito positivo. Bisogna ripiegare su una sorta di ormeggio esterno al porto, a ridosso della scogliera. Una manovra complicata ma che va a buon fine, grazie anche alla mia faccia tosta e alla disponibilità di un turista belga, la cui famiglia filma tutte le fasi dell’ormeggio come se si trattassi di un extra vacanza! Scopriamo l’indomani, prima di ripartire, che la scogliera cui eravamo ormeggiati era considerata una vera e propria succursale del porto e abbiamo dovuto anche pagare l’obolo per esserci attraccati, peraltro senza alcuna assistenza.
Come pure scopriamo che caratteristica del porto di Hidra è “l’accoglienza”, per cui le barche si ormeggiano l’una “impacchettata” all’altra in una sorta di amichevole “ammucchiata”!

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Di Hydra va ricordato il panorama delizioso: uno sputo di case intorno al campanile della Chiesa Ortodossa, la strada principale, quella dove sono gli asinelli, piena di bar, taverne, negozi di ogni genere. Cena a bordo con souvlaki takeaway da una delle tante taverne del porto e per finire un po’ di ouzo che concilia il sonno! Invece, per il prosieguo della notte, basta andare alla premessa!

Lunedi 11 Ottobre / Isola di Spetses (2° giorno di navigazione)

Partenza per Spetses con pronostici meteo decisamente favorevoli. Cielo azzurro, mare calmo. Nell’ampio Golfo di Ermioni si sente addirittura il profumo della vegetazione circostante, che individuiamo come mirto. Noi donne, Patrizia e la sottoscritta, soprattutto, siamo rilassate, i timori della notte sembrano un incubo ormai dissolto. Ma l’Odissea ci insegna che i capricci del mare sono fulminei… Basta infatti uscire dalla culla rappresentata dal tentacolare golfo di cui sopra, ed ecco che i colori cambiano. L’azzurro diventa grigio, il vento comincia a spirare con più veemenza, la pioggia comincia a scendere, il mare incomincia a montare… ma per fortuna Spetses non è lontana. Entriamo nel Paleo Limani, e fortunosamente troviamo un bel posto per ormeggiare… anzi sembrava aspettassero proprio noi! C’è un po’ di atmosfera “napoletaneggiante alla Bellavista”. L’area è infatti presidiata da tre “figuri” che sembrano senza arte né parte, solo desiderosi di dare una mano! Sono invece i sostituti ormeggiatori (abusivi naturalmente) del tizio (autorizzato) che il giorno dopo verrà a riscuotere l’obolo… i soliti 10 euro ben lontani dalle tariffe che ahimè girano nei nostri porti. Il trio, uno parla anche l’italiano, sempre per rimanere in ambito mediterraneo, approfitta del “lavoro” anche per vendere olive e olio locali!

Antica Città di Pompei

Nel pomeriggio una bella e lunga passeggiata fino al Neo Limani, lungo un percorso incantevole che costeggia il mare dalle acque così cristalline che lasciano intravvedere piccoli scogli a pelo d’acqua pieni zeppi di ricci, di cui ricordo ancora l’intenso sapore. Cena in taverna a base di metsedes di ottima qualità, apprezzati da tutti e che mi piace elencare per dare una dritta a quanti mi leggeranno e vorranno seguire il nostro esempio. A ritmo continuo arrivano sulla nostra tavola: saganaki tirì (formaggio alla piastra), gigantes (fagioli giganti al sugo), marides (pescetti fritti), octapodia (polpo in insalata), tiganitès kai kalamarakia (patate e calamari), kefkedes (polpette) e, dulcis in fundo, halvà un dolcenondolce tipo semolino. Le piccole porzioni ci fanno gustare tutto senza appesantirci. Al ritorno sul catamarano, il solito goccino di ouzo per propiziare il sonno.

Martedì 12 Ottobre / Ermioni (3° giorno di navigazione)

Partenza da Spetses al solito orario, intorno alle 9:30 e rotta su Ermioni, un grappolo di case nell’omonima baia sulla costa orientale del Peloponneso.
Si pensava ad una navigazione senza problemi, invece subito prima di arrivare ad Ermioni arriva il groppo fantozziano che ci strattona alla grande…vento a 30 nodi, che fa alzare immediatamente le onde, pioggia battente, insomma un brutto quarto d’ora. Ma appena entrati in baia, ecco che il sole ricomincia a splendere. Scivoliamo nell’olio fino al porto e ci mettiamo alla ricerca dell’ormeggio in concorrenza con altri catamarani, tutti di società di charter greche, che ormai riconoscevamo a distanza… ci spostavamo all’unisono quasi fossimo una flottiglia.

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A questo proposito abbiamo fatto una considerazione, ed è quella che in Grecia in ogni porto la ricerca dell’ormeggio diventa un’incognita, un arrembaggio a scapito di altri, a differenza di quanto invece avviene in Italia, dove le società di charter hanno i numeri dei pontilisti di riferimento e li passano ai loro clienti, che hanno così modo di arrivare in tutta calma, anche la sera, ed essere magari pilotati, come ad Amalfi, nella manovra in tutta sicurezza. Ma certamente il servizio costa ben più dei 10 euro pagati agli ormeggiatori greci.
Troviamo l’ormeggio, e a parte le ormai consuete difficoltà, attracchiamo lungo il pontile principale, a pochi metri dal centro del paese, pieno di bar, dove bere un caffè greco o un frappè e di psari-taverne, dove gustare la classica frittura di barbugne (triglie), il classico calamaro(ne) grigliato, ma anche moussaka e koriatiki.

Mercoledi 13 Ottobre (4° Giorno di navigazione)

Mi alzo presto, prima degli altri e vado alla super-panetteria adocchiata il pomeriggio precedente per comprare i miei dolcetti greci preferiti, i melimakarouna. Non ci sono altri avventori, quindi scambio qualche parola in greco con la proprietaria cui racconto i miei tre anni trascorsi ad Atene… Milate poli kalà ellinikà (parlate molto bene il greco) mi dice… e mi fa felice!!
Dopo la variegata colazione che vede tutti i crocieristi riuniti intorno al tavolo, partiamo alla volta dell’isola di Poros. Arriviamo intorno a mezzogiorno. Un lungo canale si insinua lungo un molo chilometrico costeggiato da casette a due piani, graziosissime, con le persiane e i portoncini variamente verniciati a colori pastello. Lo percorriamo quasi tutto e ci fermiamo nel posto che sembra più idoneo alla manovra. Poros è molto carina, elegante con i suoi vicoletti, i suoi scorci con casette aggrappate alla brulla collina sullo sfondo, il suo lungomare che possiamo meglio definire lungocanale su cui sono ormeggiate centinaia di barche, per la maggior parte catamarani.

Antica Città di Pompei

Durante il pomeriggio si discute in merito al da farsi, viste le previsioni di tempo avverso. Il dibattito è articolato, prevale l’attendismo. Io e Patrizia esprimiamo il nostro parere, che non può essere più eloquente, tant’è che finisce con un “fate come volete, tanto noi prendiamo il Flying dolphin (l’aliscafo) e ce ne andiamo ad Atene!” La prognosi viene sciolta alle 22:00 quando un’ulteriore analisi incrociata delle condimeteo di giovedì e venerdì da parte dei comandanti fa propendere per la decisione di ritornare direttamente ad Atene partendo all’alba.

Giovedì 14 Ottobre (5° Giorno di navigazione)

Antica Città di Pompei

Alle 7:00 si mollano gli ormeggi. E’ ancora buio, ma in breve il rosa dell’alba fa capolino all’orizzonte. Il mare è ancora tranquillo al punto che le allarmanti previsioni sembrano esagerate. Ma repentinamente tutto muta. Arriva una pioggia scrosciante, all’inizio il mare rimane calmo tant’è che da dietro la vetrata di prua lo spettacolo non può essere più suggestivo. Anche questa volta l’oblò della nostra cabina non era chiuso e ancora una volta bagnati cuscini e lenzuola!
Nel giro di un quarto d’ora però ci troviamo nel bel mezzo di una buriana, che si presenta con un andamento “ad impulsi”. Ciò avviene, ci fa notare Marzio, perché il maltempo arriva da sud alle nostre spalle, e dal momento che viaggia a velocità maggiore della nostra, scarica la sua virulenza su di noi e ci supera dandoci l’impressione che sia passato. Ma neanche il tempo di tirare un respiro di sollievo ed ecco la seconda ondata, il secondo impulso che fa aumentare la consistenza del vento, del mare e della pioggia, e poi il terzo, il quarto, etc. Ad un certo punto, mentre ci avviciniamo ad Alimos e siamo nel corridoio di transito delle navi, dalla postazione di conduzione del catamarano, la pioggia è così forte che attraverso il tendalino traslucido, i nostri comandanti in prima e in seconda non riescono a vedere a un metro di distanza.
Dobbiamo dare manforte noi dall’interno, da dietro i vetri per fortuna la visuale è migliore. Ma tutto è bene quel che finisce bene! Finalmente si vede “la selva” degli alberi delle barche ormeggiate ad Alimos, l’agognato rifugio!
Devo dire che la mia tenuta mentale nella tempesta ha stupito me stessa … anni fa ero andata in panico per molto meno! Luciano era contrariato, perché anche nell’ultima parte della crociera non era riuscito a pescare, nonostante i preparativi accurati ad ogni partenza. Colpa del pescatore, dell’aiutante Paolo, o del motore che con il suo rumore metteva in guardia i pesci??!!
L’arrivo in porto non mette fine alle nostre problematiche …Ci aspetta infatti la manovra di ormeggio, che a causa del forte vento richiede il coinvolgimento di tutti, in particolare la presenza di spirito delle contrammiraglie! La posa a terra della scaletta indica che siamo davvero al sicuro. La pioggia continua a scendere, riceviamo sui cellulari warning di allerta meteo, ma li per lì, come dicono a Roma ormai “cenepòfregàdemeno”, possiamo rilassarci! Il maltempo continua davvero ad infuriare. Nel pomeriggio ci giunge voce che un catamarano, colpito da un fulmine, è andato a finire sugli scogli prospicienti il porto! Noi rimaniamo a bordo, a leggere, chiacchierare ed osservare i velisti nordici che con gli infradito e i bermuda passeggiano lungo il pontile, sotto la pioggia… brrrr!

Venerdi 15 Ottobre /Atene

Venerdì giornata turistica da dedicare alla visita di Atene. Alle 10:00 prendiamo il tram a Paleo Faliro e in una mezzoretta arriviamo a Piazza Syndagma. A piedi ci avviamo verso il Partenone, ma arrivati davanti alla biglietteria scopriamo che il sito è chiuso per allerta meteo. Ci dirigiamo allora verso Monastiraki ma facciamo appena in tempo ad arrivare da Tanasis per il souvlaki più buono di Atene, che si scatena il diluvio. Ormai ci siamo abituati a questi scrosci improvvisi, che lasciano spazio a lunghe “pause asciutte”. Ne approfittiamo per andare a visitare il Duomo ortodosso, per fare shopping e per andare a vedere il Cambio della Guardia. Riprendiamo quindi il tram e ritorniamo in barca, dove troviamo la Sig.ra Catalina dalle lunghe ciglia, proprietaria del catamarano, che ci aspetta per il checkout.

Antica Città di Pompei

Sabato 16 Ottobre / Partenza

Alle 9,30 di sabato portiamo i bagagli a terra e lasciamo il Lagoon Catalina, che ha fatto da cornice alla nostra settimana ottobrina passata tra le onde del Mar Egeo. Dal mio “diario di bordo” si evince che “Catalina” non ha riscosso il plauso incondizionato dell’equipaggio e che il Mar Egeo non si è presentato nella veste migliore… ma le avventure si valutano in toto e a distanza temporale e spaziale. Il mio ricordo è sicuramente positivo, una crociera velica da rifare, con compagni di viaggio simpatici (Patrizia, Alberto, Luciano, Paolo) con cui io e mio marito Marzio ci siamo sempre più affiatati durante la settimana trascorsa insieme, insomma una vacanza inaspettata e piacevole nella Terra che dopo l’Italia mi è più cara.